Il presente che porta a ricordi passati

Il presente che porta a ricordi passati

Da piccolo ricordo che mi lamentavo spesso con mio nonno, del fatto che nei nostri terreni ci fossero veramente troppi sassi… e lui dall’alto della sua esperienza,dopo la mia esclamazione,  rispose esattamente con queste parole: vedi nini, noi abbiamo la fortuna di vivere nel Chianti, dove il terreno ha proprio questa caratteristica! e poi… ricordati di questo; per fare il vino buono, ci vogliono i sassi!

Subito subito non riuscii veramente a  comprendere cosa avesse voluto dirmi…

Crescendo però, ho capito il significato delle sue parole; la vite per dare il suo meglio deve essere messa in condizioni di “sofferenza,” nel senso che deve essere posta in una condizione tale da costringerla ad utilizzare le sue forze per affondare le proprie radici in profondità nel terreno, alla ricerca di acqua e nutrimento.

Questo porterà a due principali benefici;

-Il primo, che investendo così molte energie per sviluppare l’apparato radicale si avrà una minor quantità di uve prodotte, con il conseguente innalzamento della qualità di esse;

-Il secondo, che le viti risulteranno essere molto più resistenti a lunghi periodi di siccità (che spesso si presentano qui nel Chianti) salvaguardando quindi, il raccolto e le piante stesse. Anche perché come da disciplinare, nei vigneti Chianti Classico, è assolutamente vietata la pratica dell’irrigazione, se non quella di soccorso.

Con la nascita del nuovo impianto, questo ricordo mi torna spesso in mente, perché qui abbiamo preso alla lettera il suo pensiero…

Qui le pietre sicuramente non mancano…